|
|
|
Flux
tv
|
Raccontereste
ancora una volta l’inizio del vostro viaggio musicale insieme?
Six: Ciao sono Silvia,il viaggio comincia inizialmente
in due, ovvero io, Silvia, e Fabrizio. Questo intorno al 2000,
io con gli anni non è che c’ho una grande memoria…abbiamo iniziato
noi due, Fabrizio alla chitarra, io la voce, dopo due anni di
esperienza come due pazzi in giro per i locali di Roma e non
solo, abbiamo deciso di allargare un po’ il gruppo per dare
un pochino più di corpo alle canzoni. E lungo la via abbiamo
incontrato questi due angeli, Davide e Alessandro, che hanno
sposato appieno la nostra musica, c’hanno creduto, hanno investito
su di noi, e quindi da due a quattro, abbiamo iniziato a riarrangiare
i brani a rivederli con più strumenti, fino a fare quello che
facciamo oggi, che non è niente male.
Ho
letto che trovate in tutto ciò che vi circonda l’ispirazione
che infondete poi nelle vostre canzoni. Dovete la vostra capacità
creativa di più alle gioie o ai dolori della vita? -
Fabrizio:
C’è chi dice che bisogna essere profondamente infelici per scrivere
dei brani: io non ci credo, non ci ho mai creduto in questo.
Non credo che bisogna avere per forza il blues per scrivere.
Certo stare in uno stato più abbattuto, da più motivo di riflettere,
però puoi anche trovare da grande gioia grande ispirazione.
Dunque io direi che la vita è l’ispirazione per le canzoni.
Se leggi i testi di Drops Made, tutto riguarda la vita, la ricerca,
la ricerca di qualcosa, che può essere una casa, un Dio, un
Lord… io sono molto attratto come scrittore dai fuorifuoco,
dal grigio, non dai colori accesi o dai bianchi o dai neri…mi
piace di più quello che c’è in mezzo, come la copertina del
disco…dipende poi sicuramente dal momento che stai vivendo,
dall’esperienze che stai facendo, queste ti portano ad elaborare
la scrittura dei testi in maniera diversa, quello che ho scritto
5 anni fa sarà sicuramente diverso da quello che scriverò tra
tre mesi.
Roma.
Se la musica vi chiamasse stabilmente in altre parti del mondo,
e non mi riferisco solo all’Irlanda, lascereste mai definitivamente
la vostra città?
Fabrizio:
Bella domanda. Io penso che la base è che la musica fa viaggiare,
questo in primis, poi dove ci porterà, veramente non lo so,
non è che c’abbiamo pensato. Adesso facciamo il primo tour all’estero,
vediamo come reagiamo al primo tour all’estero che sarà molto
impegnativo per noi come band, e come convivenza on the road.
E poi…le vie del Signore… Non è tanto importante il posto fisico
in cui ti trasferisci, l’importante è che la tua musica si trasferisca
in più case possibili in tutto il globo, quella per me è la
cosa più bella.
Cosa
pensate delle produzioni indipendenti?
Six:
Che fatica! La realizzazione è molto faticosa, si, perché noi
stessi siamo indipendenti, ci autoproduciamo…è un lavoro enorme!
Tanto…devi andare a cercare la situazione più idonea a te, collaborare
con persone che capiscano il feeling delle tue canzoni, quello
che tu vuoi comunicare, quindi devi entrare in una sintonia
con chi è li nella saletta che ti chiama a registrare. Registrare
i brani, i veri strumenti, metterli bene insieme. Però è entrare
nella psicologia di un altro…e non è detto che chi è li nella
saletta ad ospitarti, possa comprendere il messaggio della tua
musica.
Fabrizio:
L’altra questione è quella distribuzione, che anche con le etichette
pseudo indipendenti, se non investono molto, non hanno interesse
a spingerti, a distribuire. Il disco non lo trovi, non si passa
per radio, quindi ci sono mille realtà sconosciute…
E
delle possibilità che ormai offre la rete nella promozione e
diffusione delle proprie produzioni artistiche? Non credete
che questo possa creare la saturazione della curiosità di un
ascoltatore?
Fabrizio:
Fin troppo…
Six:
Ma tanto con noi il troppo non è ancora arrivato...
Fabrizio:
Per il momento per noi la rete rimane una fonte di contatto
anche con altri gruppi, con cui poi si possono organizzare anche
concerti in Italia e all’estero.
Elisabetta
De Ruvo
|
|
Intervista
con Jonathan Giustini (Radio Città Futura)
|
"drops
made" è il nuovo lavoro dei Mardi Gras..per chi non lo sapesse
mardi gras è il famoso carnevale di New Orleans, beati chi ci
sono stati, chi lo ha vissuto e chi lo ha visto dal vivo, io
personalmente mai, ma comunque mi rifaccio per quello che posso
con "Conversation" dei Mardi Gras..
Ciao
Fabrizio riannodiamo le file della vostra storia. l'Irlanda
mi pare sia stato un Paese determinante..
Fabrizio:
"Si è dove abbiamo fatto veicolare le nostre prime incisioni,
anche grezze senza troppe rifiniture, però pensavamo che fosse
una terra dove anche per via delle nostre passate esperienze,
una terra che ci potesse in qualche modo accogliere e infatti
il primo demo che noi abbiamo fatto registrato alla bella e
meglio e abbiamo portato su ha avuto un ottima recensione da
parte di "Hot Press" che è il piu importante magazine di musica
irlandese..da li è nato una sorte di legame che ancora non si
è interrotto con quella terra e la parte cruciale di questo
rapporto fu il tour con i Frames qui in Italia e adesso andremo
a giugno per la prima volta a suonare dal vivo dopo tutta questa
attenzione dei media e da parte del pubblico irlandese, il nostro
primo cd "ballads" attualmente è in vendita a Dublino alla Road
Records. Tutti piccoli passi verso quel Paese, tutto un work
in progress....
Bene
bene ci fa piacere che comunqe una band italiana, romana sia
da quelle parti, la mitica Dublino perchè no esportare la nostra
musica?
Fabrizio
:"Esatto...."
Chiudiamo l'intervista con l'ascolto di "Another day"
altro traccia di "drops made"....
Six
:Esatto.
"Another day" che vuol dire un altro giorno...il brano
parla di speranza, che il domani sia veramente un altro giorno,
diverso...per tutti noi.......un augurio...
|
|
Fabrizio
Fontanelli Vs Tatiana Fabbrizio (dj selecta Rca)
|
Mardi
Gras è il famoso Carnevale di New Orleans, ma è
anche il titolo di uno degli ultimi lavori dei "Creedence Clearwater
Revival", un nome che sicuramente incuriosisce..cosa significa
per voi?
Dopo
aver rubato il nome ai Creedence abbiamo scoperto il Carnevale,
la gioia di New Orleans, i suoi colori, il jazz, il blues....significa
certamente gioia, esplosione di sensazioni.....come accade quando
portiamo le nostre canzoni in giro.....
Quando nascono i Mardi Gras? Da una tua idea?
E' la naturale evoluzione di un discorso iniziato da molto giovane,
l'idea di essere in una band che fa musica originale, fuori
dai circuiti delle cover bands da me sempre viste come "wallpaper
music". Poi con il passare del tempo ti accorgi che mettere
assieme più teste è devastante e l'idea del duo
è venuta da questo. Ora siamo una band...ed è
bello essere smentiti.....
Inizialmente
eravate un duo , poi la formazione si è ingrandita, si
è colorata e vestita di suoni nuovi..
Esatto, ci siamo "ingrassati"...le canzoni ce lo stavano chiedendo
a viva "voce", mi ricordo che dopo il nostro concerto come duo
al Leoncavallo di Milano mi feci parecchie domande sul nostro
viaggio e percepii nettamente la fine di un periodo per i Mardi
Gras. Non so se saremmo ancora qua se non ci fossimo ingranditi.
Poi i ragazzi sono arrivati in punta di piedi, molto rispettosi
della nostra storia e di quello fatto fino ad allora. E' stato
molto eccitante sentire le canzoni rinascere a nuova vita, da
qui l'esigenza di registrare il cd con loro, e senza session
men come avevamo cominciato a fare....
Noi
non abbiamo mai ascoltato il vostro primo demo "The moon ep"
che stato diffuso solo in Irlanda?
No..per
fortuna aggiungerei !!! La registrazione era molto scarsa e
fatta in fretta e furia per portarla su a Dublino....la solita
idea dell'ultimo secondo che si rivela poi vincente
Pensi
che prima o poi ristamperete quel lavoro?
Assolutamente
no.....i brani si trovano poi in "Ballads", il nostro vero debutto....
Mentre nel 2001 è uscito questo altro lavoro fra l'altro
prodotto da Daniele Macchi dello Zoo di Venere, com'è
nata questa sorta di collaborazione? Come vi siete conosciuti?
Conosciuti
qua a Roma grazie ad amicizie comuni, si è creata subito
simpatia tra lo Zoo e i Mardi Gras, lui fu una scelta naturale
quando cercavamo un produttore artistico, all' epoca il suo
studio "La stanza di Venere" era un crocevia di bands romane
molto valide, ricordo i Denzoe, o i Dimonoclasta...era molto
stimolante conoscere altre storie, sentire nuove cose che stavano
circolando per Roma, avevo la sensazione che Roma si stesse
svegliando da un apatia congenita....
Poi
continuate a scrivere cose nuove, a conoscere palchi nuovi e
non solo romani e piano piano con la collaborazione dei nuovi
elementi , più precisamente un contrabbasso e una batteria,
incidete anche un nuovo album che è uscito da poco..
Esatto
"drops made" che come ho detto prima è il risultato del
nostro lavoro come quartetto acustico, come suoniamo in sala
prove o su un palco....un quartetto live senza filtri....
Tra
le cose più belle che avete fatto c'è il support
act del tour italiano dei Frames, band di Dublino che è
anche una delle band più amate e seguite in Irlanda,
quindi ancora una volta venite accostati ad una realtà
che vi sta molto a cuore. Ancora una volta torniamo a parlare
di Irlanda, come se fosse un po' la vostra ispirazione e la
vostra appartenenza allo stesso tempo. Allora raccontateci un
po' quell'esperienza e questo profondo amore per questa terra.
I 3/4 della band hanno avuto forti legami con quella terra,
legami culturali, affettivi, fu naturale per noi far circolare
le nostre prime cose li, conoscendo l'energia di quella terra,
i suoni, l'approccio alla musica e come la musica sia un tutt'uno
con lo sviluppo del Paese, cosa che qui purtroppo non è...E'
bello vedere come c'è sempre un gran bel ricambio e la
scena sia sempre viva e piena di cose da dire, se penso che
i miei amici che una volta erano solo buskers squattrinati ora
fanno tour mondiali, chi registra con Steve Albini (i Frames),
chi fa tour con i Pogues o gli Oasis (Mundy) o apre per gli
U2 (Paddy Casey)....
Come
vi sembra la realtà emergente romana? Pensi che in questi
anni sia cambiata? Pensi si sia fatto qualche passo avanti?
Si..
sento una maggiore energia, ma Roma rimane un ambiente culturalmente
pigro, devi lavorare il doppio, il triplo per far capire agli
altri cosa stai facendo.....ma l'ho sempre visto come uno stimolo
ulteriore, una sfida.....e piano piano....
E delle band che magari vi somigliano per genere cosa pensi?
Ce ne sono in Italia?
Io ascolto tante cose, ultimamente molto rock italiano che trovo
di grande spessore, come noi dici? ah non ho idea davvero.....un
tempo Pinomarino qua a Roma girava con contrabbasso e batteria,
ora non più, mi ricordo che fui molto contento di avere
una formazione come la sua.....e lui stesso mi esortò
a continuare così con quegli strumenti..per il resto
non so davvero.....
Cercando
di fare una valutazione complessiva ogni componente nei Mardi
Gras a modo suo,anche grazie a background diversi che vi distinguono
e vi uniscono allo stesso tempo, in questo equilibrio sonoro
ha contribuito al risultato finale,sicuramente Six con la sua
voce calda e particolare e ancora il contrabbasso e la batteria
che a volte splendono di luce propria e poi naturalmente la
tua mente e la tua chitarra che sono un po' il fulcro o la prima
nota del gruppo. Te cosa pensi in proposito? Qual il ruolo di
ognuno di voi e qual il vostro contributo anche in base al vostro
passato e alle vostre precedenti esperienze?
Tutti
hanno il loro apporto decisivo, io sono sempre stato il pr del
gruppo, visti i miei trascorsi nell ambiente e le amicizie che
via via ho instaurato, Six sempre stata l'anima musicale della
band, attenta al discorso del live e di come portare i brani
sul palco, molto decisa, molto meticolosa...Davide mi sta affiancando
molto nel discorso booking , tour e promozione e nel cercare
anche nuovi stimoli sonori per la band facendomi conoscere altre
bands, Ale... sempre piu spesso è lui a proporre arrangiamenti,
idee e farci uscire da problemi vari che nascono quando arrangi
un nuovo pezzo.
La
tua fonte di ispirazione primaria ,oltre l 'Irlanda e i suoi
sapori, proprio l'istinto primario , quella scintilla che ti
fa prendere la chitarra in mano e scrivere?
Un idea, una scintilla, un incontro, un flash, molti nuovi testi
stanno partendo da un titolo ben preciso..cosa che prima non
avveniva, mi ammattivo poi a cercarlo.......la vita direi è
la piu bella ispirazione.....non mi piace scrivere di cose irreali...ma
di cosa percepisco negli altri.....e in me....
Dalla
copertina del cd sembrerebbe che la tue fonti di ispirazione
sono queste atmosfere un po' cupe e un po' rasserenanti , un
paesaggio uggioso ma anche l 'arcobaleno , oppure la luce del
sereno dopo un temporale. No?
Luce
e tenebre assieme....non trovo la luce molto stimolante...le
ombre molto di più devo dire.....il fuori fuoco.....
Il
primo singolo estratto da questo "Drops made" è stato
'Conversation,' una canzone molto emozionante a mio avviso,
ma lo avete scelto voi o è diventato un singolo per il
gusto del pubblico o degli addetti ai lavori?
Abbiamo
fatto dei piccoli test, ma alla fine eravamo sicuri fosse quella
canzone, già molto amata dalla nostra fan base..... sul
cd è presente in due versioni perchè fu la prima
finita dalle prime sessions di "drops made" prima dell'arrivo
di davide e alessandro....
Avete
suonato molto questo cd in giro, qual l'impressione che avete
avuto a contatto con il pubblico? L'atmosfera che si è
creata è quella che ti aspettavi?
E'
bellissimo, la nostra benzina, amo stare in giro con i ragazzi.....il
pubblico è attento devo dire e mi piace il silenzio e
il rispetto che riceviamo quando saliamo sul palco......sarà
il carisma di Six, sarà che Davide è un gran fico.....ma
non sempre poi accade , lì dobbiamo essere forse noi
piu forti e rubare la attenzione.....ma ogni concerto è
una storia a parte e un viaggio differente...
Qual
è il commento più bello che stato fatto finora
alla vostra musica?
Non
so davvero, è bello vedere come la gente sta reagendo
a questo disco e a come eseguiamo i pezzi live, sono molto contento
di come il pubblico sta reagendo ai brani nuovi che ha scritto
Six. Sono al momento anche i miei preferiti da fare live...........
C'è
qualcosa che vorresti o pensi si debba migliorare ancora?
Certo,
suonare sempre meglio dal vivo, essere sempre piu intensi e
regalare bei momenti al nostro eccezionale pubblico......
Quando
porterete le vostre ballate in giro per il mondo? E naturalmente
in Irlanda?
Per
ora siamo in tour in Italia, Roma, Scandiano e Firenze a fine
marzo... poi a Giugno faremo il grande salto e andremo a fare
delle date in Irlanda, stiamo mettendo su un mini tour e siamo
molto eccitati di tornare dove tutto partito...........
Grazie!
Tatiana
Fabbrizio VS Fabrizio Fontanelli
|
Intervista
ai Mardi Gras, Sonikmusik.com 11/2004 
|
MARDI
GRAS AI RAGGI X; INTERVISTA AI MARDI GRAS
Abbiamo incontrato la band e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione
per porre un paio di domandine. Ecco cosa ci hanno raccontato!
di Loris Camozzato.
SM:
Ciao Mardi Gras... Inizio subito con la domanda di rito! Com'e'
nato il progetto Mardi Gras?
Six:..Precisiamo
che Mardi Gras non è un progetto.Nasce invece come duo acustico
e solo ora stiamo sperimentando un "quartet".Ci divertiamo ,
per ora funziona...Vediamo dove ci porterà questo ' viaggio'
più che progetto.
Fabrizio:
Hello Loris..allora tutto è' nato dopo tante esperienze qui
a Roma, ho fatto parte di svariate formazioni tutte incentrate
su mie composizioni originali. L'urgenza di formare delle band
è nata dall'ascolto di artisti come Bob Dylan e Springsteen,
grazie ai quali ho cominciato a imparare i primi accordi sulla
chitarra. Poi dopo il primo viaggio a Dublino e la scoperta
del rock e folk irlandese c'è stato il desiderio forte di fare
qualcosa di concreto. Con i Mardi Gras si è pervenuti all'idea
del duo acustico, senza fronzoli, basato molto sull'intensità
e sui testi.
SM:
Da Roma a Dublino la strada e' molta, com'e' nata questa particolare
e felice idea di miscelare un sound acustico con l'ispirazione
Irlandese nel vostro progetto?
Six:L'
Irlanda è ispirazione per me e Fabrizio ed è un caso che entrambi
abbiamo questo tratto in comune. L'irlanda è folk ! è vera nella
sua musica --autentica-- e noi vogliamo trarne esempio per la
nostra di musica;
Fabrizio: Come una volta disse Bono, "la gente irlandese
e quella italiana hanno uno spirito vicino", e io mi sono sentito
subito di casa a Dublino, è come se volessi voluto trasferire
nei Mardi Gras la semplicità dei buskers dublinesi (i suonatori
di strada), molti dei quali sono ora artisti apprezzatissimi
come i Frames, Mundy e Paddy Casey.
SM:
Testi in Inglese, ispirazione Irlandese, ma voi siete Italiani,
mai pensato di trovare un compromesso per essere piu' apprezzati
nella terra madre, magari con testi in italiano?
Six:
No ! ci piace l'inglese.Ci viene naturale così, senza alcuno
sforzo: perché negare la fluidità di un istinto ?
SM:
A cosa vi ispirate nella scrittura dei testi?
Six:..anche
alle mancanze , quindi al desiderio , alla voglia che sia !
Fabrizio:
...alla vita..
SM: Dopo aver inciso come "Ballads" e dopo numerose serate come
duo acustico, com'e' cambiato l'approccio live ora come quartetto?
Six:C'è
un sostegno maggiore , una completezza dei brani che rende il
viaggio Mardi Gras ancora più magico !
Fabrizio: Beh, un bel cambiamento, l'ho sentito arrivare
piano piano, era ora di aggiungere qualcosa senza stravolgere
però l'intensità delle canzoni, anzi renderle ancora piu canzoni
e penso ci stiamo riuscendo molto bene.......
Davide:Io
posso dire solo questo a riguardo. la serata prima del nostro
debutto come quartetto al Lettere Caffè andai a sentirli esibirsi
in duo all'Alpheus. Sapevo già come suonavano le canzoni ma
rimasi particolarmente colpito dalla risposta del pubblico,
uno show minimale ridotto all'osso, ma la semplicità degli accordi,
le melodie essenziali sembravano comunque far centro, non nego
che la voce di Six scosse anche me, tornai a casa carico per
la serata seguente ed entusiasta della nuova collaborazione;
Alessandro:per quanto mi riguarda non conoscevo il duo
prima...sono entrato grazie a Davide che, vedendomi suonare
in tanti gruppi "improvvisati" mi ha proposto di partire per
questo "viaggio" insieme a Fabri e Six..ascoltato l'ep "Ballads"
rimasi colpito dalla voce di Six e dalle melodie dirette ed
efficaci...poi conoscendoli, il mio giudizio è totalmente cambiato.
I Mardi Gras mirano alla complessa semplicità delle piccole-grandi
cose... mirano al cuore...."More is less & less is more" e ciò
si rispecchia nei live...Ci piace suonare assieme e credo si
senta !!!!!!!
SM:
Six proviene da esperienze teatrali, c'e' qualcosa in questo
che influenza le vostre composizioni, e in futuro avete in previsione
di coniugare musica e teatro?
Six:
Chissa ?
Fabrizio:
magari sarebbe fantastico.....
SM:
Come vedete la scena musicale emergente Italiana, c'e' qualche
artista o band da seguire particolarmente?
Six:sono
da seguire tutti quelli che ci credono e si danno da fare per
realizzare un sogno.
Fabrizio:
Trovo la scena italiana nettamente migliorata e con artisti
estremamente validi...io personalmente stimo moltissimo Marco
Bellotti, Pinomarino, Paolo Benvegnu, Virginiana Miller, Zoo
di Venere, The March....
Davide:Conoscendo
meglio la situzione romana,mi vengono in mente 3 formazioni
completamente diverse tra loro gli URBAN SOUL con il loro interessante
funk elettronico, i CAPPELLO A CILINDRO che mischiano magistralmente
la tradizione dei cantautori italiani ad atmosfere molto goliardiche....
poi i PAYBACK energico hard core in stile new york un consiglio
però nn vi avvicinate troppo al palco......
Alessandro: Provengo da 15 anni di concerti in squats
e posti molto improvvisati...nel corso degli anni ho visto nascere,
crescere e morire diverse "scene"..attualmente seguo con passione
la rinascita di un certo Folk (Famiglia Rossi, Folkabbestia)
senza scordare di citare i grandi Acustimantico!!
SM:
Vi saluto con una domanda classica: Tra le canzoni che hanno
fatto la storia della musica Italiana, dimmi quale ruberesti
per regalarla ai Mardi Gras...
Six:..
forse la leva calcistica della classe del 1968 "non è da 1 calcio
di rigore che si giudica un giocatore un giocatore lo vedi dal
coraggio dall'altruismo e dalla fantasia" -De Gregori docet.
Fabrizio
:qualsiasi composizione di Battisti....
Davide:so
sentire già la voce di Six reinterpretare classici quali il
gioca giuè di Cecchetto o il tuca-tuca della Carrà....seriamente
però posso dire che mantenendo l'attitudine oltreoceanica potremmo
riprendere classici quali Battisti, Tenco e perchè no Patti
Pravo....che dici Six Patti Pravo?
Alessandro:"
La canzone dell'amore perduto" di De Andrè.
|
Intervista
a Fabrizio, Campus.ie 10/2004 
|
They
would be worth the bus fare into town - if not quite the plane
fare to Rome" (Hot Press)
Band
Members
Six:
vocals, acoustic guitar
Fabrizio
Fontanelli: acoustic guitar
Davide
Iacoangeli: double bass
Alessandro
Fiori: drums
"Ho
cominciato a scrivere canzoni proprio dopo il mio primo viaggio
in Irlanda. Giravo a Dublino con i buskers (suonatori di strada)
e il loro approccio e le loro versioni acustiche di brani di
Van Morrison o dei Waterboys ebbero un forte impatto su di me"
Fabrizio racconta del perchè ha poi formato a Roma
un duo acustico, i Mardi Gras. "Io e Six ci siamo incontrati
in uno studio di registrazione, io avevo militato in qualche
band romana, ma con Six decisi fermamente di intraprendere un
viaggio acustico". Da allora i Mardi Gras si sono costruiti
una reputazione di duo acustico emozionante, suonando a Roma
e anche in qualche festival per l'Italia.
"I
Mardi Gras stanno prendendo una diversa strada musicale, ma
hanno optato per un approccio da viaggiatori europei per la
dominazione mondiale. Vengono da Roma, Italia ed hanno scelto
Dublino come sede temporanea, questo può spiegare la scelta
dei testi in inglese, piuttosto che in italiano. La lettera
di presentazione dice che le canzoni sono state registrate in
cinque mesi e che la band sta preparando un cd promozionale.
I Mardi Gras stanno facendo delle cose interessanti e sembrano
avere l’etica di lavoro di cui necessita ogni band per avere
successo. Non menzionano nessuna data irlandese, ma dal suono
di questo demo sarebbero meritevoli del costo del biglietto
del bus per andarli a vedere in città, se non anche della tariffa
aerea per Roma" (Hot Press)
I
Mardi Gras sono ancora legati alla scena locale di Dublino essendo
amici di persone come Glen Hansard e Mundy e dal Gennaio 2004
"Ballads" il loro primo ep è disponibile in
due dei record stores più importanti di Dublino: Road
Records e Freebird Records.
Dal
Giugno 2004 poi i Mardi Gras sono diventati un quartetto con
l'aggiunta alla line up di Davide Iacoangeli (contrabasso) e
Alessandro Fiori (batteria) "Ci stiamo divertendo molto con
Davide e Alessandro, siamo ancora una band acustica, ma volevamo
aggiungere dei colori, e le canzoni ora hanno una nuova luce,
c'è più energia, più divertimento, ma il
punto focale è ancora la voce di Six e i nostri testi.
La melodia e il significato delle canzoni sono Re e Regina per
noi"
|
|
Intervista
a Fabrizio, Metro 16/12/2003
|
Fabrizio
è intervenuto a un dibattito sul rapporto tra prezzi
dei cd e musica indipendente, a cura di Stefania Divertito.
"Per
noi artisti emergenti c'è la realtà delle etichette
indipendenti e delle autoproduzioni.Molti hanno anche impianti
in casa e così i costi possono ridursi, altrimenti sarebbe
proibitivo farci conoscere".
|
|
Intervista
a Six, Metro 18/10/2002
|
Stefania
Divertito di Metro ha intervistato Six per uno speciale
dedicato al rock romano al femminile. Six racconta come tutto
cominciò:
"Tutto
è ispirazione: gli occhi delle persone, i dolori e le
gioie che dentro di me fermentano finchè non le sento
urgente il bisogno di raccontarle. E so farlo in parole e musica."
Six è cantante dei Mardi Gras, duo romano che si è
conosciuto nella piccola sala di registrazione si Trastevere.
"Io stavo provando. Avevo prenotato per un'ora. Ero di
spalle alla vetrata. Fabrizio mi ha sentita cantare, ha trovato
il mio numero telefonico e mi ha dato un appuntamento. Ci siamo
visti in piazza Esedra. Lui ha inserito nell'autoradio una musicassetta
con i suoi pezzi. Io li ho ascoltati, poi li ho interpretati
e abbiamo deciso di cominciare un percorso musicale assieme"
|
|
Intervista
Samigo 2001
|
|
Valentina
Porcellana ha intervistato Six e Fabrizio al termine del tour
romano Samigo:
Una
voce e 2 chitarre acustiche.Non avete mai sentito l'esigenza di
"allargare" la famiglia Mardi Gras?
Six:Non
solo allargare i Mardi Gras, ma anche l'anima, i desideri, i traguardi.
Prima o poi allargheremo il duo e magari ci ingrasseremo fino
a diventare 3o 4 o 5...Un'ORCHESTRA SINFONICAAAAAAAAAA !!!!!
Fabrizio:Ce
lo chiedevano in molti all'inizio, ora non ce lo chiedono più..o
si sono rassegnati oppure funzionamo bene..sai quante volte Six
mi dice "Fabri sai come verrebbe "Ballad of love"
con un'intera band? E' un qualcosa che verrà quando sarà
il momento..per ora lavoriamo molto sulle canzoni che ridotte
all'osso risultano certamente più intense che con un'intera
band
Siete
"partiti" da Dublino. Era così importante per
voi un respiro internazionale? E quanto c'è invece di "italiano"
nelle vostre canzoni?
Six:D'italiano
nelle nostre canzoni?? x ora poco più di niente. L'inglese
viene e va da sè, è lui a decidere
Fabrizio:
Esattamente..i testi arrivano nei momenti più disparati
e mai in italiano..sarà perchè ascoltiamo tanta
musica americana e irlandese..d'italiano vedo solo la nostra nazionalità..però
sai..poi non è detto...anche se non vedo i mardi gras cantare
in italiano..magari in spagnolo..ci stavamo seriamente pensando...Dublino
è una città per noi molto importante, io e Six la
conosciamo molto bene...confrontarsi subito con un ambiente culturalmente
stimolante come quello dublinese è stato eccitante ..sai
lì tutti suonano, la musica è ovunque e vista la
giovane età dei suoi abitanti parecchi fanno parte di rock'n'roll
bands..noi avevamo questa piccola cassettina mal registrata..però
si vede che le canzoni erano valide se no non avrebbero scritto
così bene di noi...sai proprio il fatto che ci sono miriadi
di artisti nessuno ti regala niente..siamo molto orgogliosi di
aver fatto vedere che in Italia c'è del buon rock e non
solo artisti melodici d'esportazione
"Ballads"
ha ricevuto critiche positive, ha vinto premi, avete portato le
canzoni in tour. Voi con che spirito l'avete scritto?
Six:Scritto
x soddifare una necessità, interpretato perchè la
"voce" ci ha sempre creduto in quei brani!
Fabrizio:Queste
sono canzoni che io scrissi un pò di tempo fa..proprio
per soddisfare la necessità di rielaborare la musica che
cominciai ben presto ad ascoltare, parlo di Bob Dylan, Springsteen,
Waterboys..sono tutti brani scritti con una chitarra acustica
da poco..ma avevo qualcosa da dire e dissi a me stesso..."Ma
se Dylan scrive delle cose che prova, perchè non posso
farlo io?" E tornando dal primo viaggio a Dublino scrissi
di getto "Ballad of love", basata sugli unici tre accordi
che sapevo fare.
Vi
siete stupiti per qualche cosa che è stata particolarmente
apprezzato e/o dispiaciuti per qualcosa che invece non è
stato colto?
Six:Fin'ora
siamo stati piuttosto apprezzati e FORTUNATI: davanti a noi c'è
sempre stato qualcuno che ci credeva più di noi!! Amici
o no, comunque qualcuno pronto ad ascoltarci fino alla fine.
Fabrizio:Six
ha reso perfettamente la situazione.la reazione al disco e ai
live shows è sempre stata ottima...e la gente torna a vederci...dobbiamo
molto al nostro pubblico, abbiamo anche avuto delle persone che
sono arrivate sino in Piemonte per darci calore e sostegno..il
nostro primo mini tour..è qualcosa che non scorderemo mai...
Avete
recentemente girato i migliori locali di Roma, la vostra città,
con la tournee Samigo. Come siete stati accolti?
Six:Ogni
sera prevede pubblico diverso, variabile, 100 1000 variabili,
insomma c'è sempre stato modo di avere confronto e di
essere stati criticati! La critica prevede crescita x chi ne
sa fare tesoro, e noi, poco alla volta stiamo scalando la montagna...
Fabrizio:Un'esperienza
molto formativa..tre concertidi seguito in ottimi locali (Il
Locale, Alpheus e Jailbreak), credo che ce la siamo cavata bene,
migliorando ogni sera..poi i ragazzi degli Interra Straniera
si sono rivelati essere i perfetti compagnidi viaggio.Vogliamo
decisamente fare ancora qualcosa con loro..e con Samigo..siete
persone speciali..
Che
cosa vedete nel vostro passato?
Six:
La voglia di cantare
Fabrizio:Passione,
concentrazione, meticolosità
E
nel vostro futuro?
Six:
La voglia di cantare
Fabrizio:Passione,
concentrazione, meticolosità
Fatevi
una domanda e datevi una risposta.
Six:Me
ne faccio 1000 al giorno e mi rispondo altrettante volte:non
trovo spesso risposte soddisfacenti, ma almeno rimane la curiosità,
lo spirito di ricerca, la voglia di mettersi in discussione...(a
volte troppa !!!!)
Fabrizio:Perchè
la risposta è dentro di te ma è sbagliata!!!!!
|
|
|