Flux tv

 

Raccontereste ancora una volta l’inizio del vostro viaggio musicale insieme?

Six: Ciao sono Silvia,il viaggio comincia inizialmente in due, ovvero io, Silvia, e Fabrizio. Questo intorno al 2000, io con gli anni non è che c’ho una grande memoria…abbiamo iniziato noi due, Fabrizio alla chitarra, io la voce, dopo due anni di esperienza come due pazzi in giro per i locali di Roma e non solo, abbiamo deciso di allargare un po’ il gruppo per dare un pochino più di corpo alle canzoni. E lungo la via abbiamo incontrato questi due angeli, Davide e Alessandro, che hanno sposato appieno la nostra musica, c’hanno creduto, hanno investito su di noi, e quindi da due a quattro, abbiamo iniziato a riarrangiare i brani a rivederli con più strumenti, fino a fare quello che facciamo oggi, che non è niente male.

Ho letto che trovate in tutto ciò che vi circonda l’ispirazione che infondete poi nelle vostre canzoni. Dovete la vostra capacità creativa di più alle gioie o ai dolori della vita? -

Fabrizio: C’è chi dice che bisogna essere profondamente infelici per scrivere dei brani: io non ci credo, non ci ho mai creduto in questo. Non credo che bisogna avere per forza il blues per scrivere. Certo stare in uno stato più abbattuto, da più motivo di riflettere, però puoi anche trovare da grande gioia grande ispirazione. Dunque io direi che la vita è l’ispirazione per le canzoni. Se leggi i testi di Drops Made, tutto riguarda la vita, la ricerca, la ricerca di qualcosa, che può essere una casa, un Dio, un Lord… io sono molto attratto come scrittore dai fuorifuoco, dal grigio, non dai colori accesi o dai bianchi o dai neri…mi piace di più quello che c’è in mezzo, come la copertina del disco…dipende poi sicuramente dal momento che stai vivendo, dall’esperienze che stai facendo, queste ti portano ad elaborare la scrittura dei testi in maniera diversa, quello che ho scritto 5 anni fa sarà sicuramente diverso da quello che scriverò tra tre mesi.

Roma. Se la musica vi chiamasse stabilmente in altre parti del mondo, e non mi riferisco solo all’Irlanda, lascereste mai definitivamente la vostra città?

Fabrizio: Bella domanda. Io penso che la base è che la musica fa viaggiare, questo in primis, poi dove ci porterà, veramente non lo so, non è che c’abbiamo pensato. Adesso facciamo il primo tour all’estero, vediamo come reagiamo al primo tour all’estero che sarà molto impegnativo per noi come band, e come convivenza on the road. E poi…le vie del Signore… Non è tanto importante il posto fisico in cui ti trasferisci, l’importante è che la tua musica si trasferisca in più case possibili in tutto il globo, quella per me è la cosa più bella.

Cosa pensate delle produzioni indipendenti?

Six: Che fatica! La realizzazione è molto faticosa, si, perché noi stessi siamo indipendenti, ci autoproduciamo…è un lavoro enorme! Tanto…devi andare a cercare la situazione più idonea a te, collaborare con persone che capiscano il feeling delle tue canzoni, quello che tu vuoi comunicare, quindi devi entrare in una sintonia con chi è li nella saletta che ti chiama a registrare. Registrare i brani, i veri strumenti, metterli bene insieme. Però è entrare nella psicologia di un altro…e non è detto che chi è li nella saletta ad ospitarti, possa comprendere il messaggio della tua musica.

Fabrizio: L’altra questione è quella distribuzione, che anche con le etichette pseudo indipendenti, se non investono molto, non hanno interesse a spingerti, a distribuire. Il disco non lo trovi, non si passa per radio, quindi ci sono mille realtà sconosciute…

E delle possibilità che ormai offre la rete nella promozione e diffusione delle proprie produzioni artistiche? Non credete che questo possa creare la saturazione della curiosità di un ascoltatore?

Fabrizio: Fin troppo…

Six: Ma tanto con noi il troppo non è ancora arrivato...

Fabrizio: Per il momento per noi la rete rimane una fonte di contatto anche con altri gruppi, con cui poi si possono organizzare anche concerti in Italia e all’estero.

 

Elisabetta De Ruvo

 

 

 

Intervista con Jonathan Giustini (Radio Città Futura)

 

"drops made" è il nuovo lavoro dei Mardi Gras..per chi non lo sapesse mardi gras è il famoso carnevale di New Orleans, beati chi ci sono stati, chi lo ha vissuto e chi lo ha visto dal vivo, io personalmente mai, ma comunque mi rifaccio per quello che posso con "Conversation" dei Mardi Gras..

Ciao Fabrizio riannodiamo le file della vostra storia. l'Irlanda mi pare sia stato un Paese determinante..

 

Fabrizio: "Si è dove abbiamo fatto veicolare le nostre prime incisioni, anche grezze senza troppe rifiniture, però pensavamo che fosse una terra dove anche per via delle nostre passate esperienze, una terra che ci potesse in qualche modo accogliere e infatti il primo demo che noi abbiamo fatto registrato alla bella e meglio e abbiamo portato su ha avuto un ottima recensione da parte di "Hot Press" che è il piu importante magazine di musica irlandese..da li è nato una sorte di legame che ancora non si è interrotto con quella terra e la parte cruciale di questo rapporto fu il tour con i Frames qui in Italia e adesso andremo a giugno per la prima volta a suonare dal vivo dopo tutta questa attenzione dei media e da parte del pubblico irlandese, il nostro primo cd "ballads" attualmente è in vendita a Dublino alla Road Records. Tutti piccoli passi verso quel Paese, tutto un work in progress....

Bene bene ci fa piacere che comunqe una band italiana, romana sia da quelle parti, la mitica Dublino perchè no esportare la nostra musica?

Fabrizio :"Esatto...."

Chiudiamo l'intervista con l'ascolto di "Another day" altro traccia di "drops made"....

Six :Esatto. "Another day" che vuol dire un altro giorno...il brano parla di speranza, che il domani sia veramente un altro giorno, diverso...per tutti noi.......un augurio...

 

 

 

Fabrizio Fontanelli Vs Tatiana Fabbrizio (dj selecta Rca)

 

 

Mardi Gras è il famoso Carnevale di New Orleans, ma è anche il titolo di uno degli ultimi lavori dei "Creedence Clearwater Revival", un nome che sicuramente incuriosisce..cosa significa per voi?

Dopo aver rubato il nome ai Creedence abbiamo scoperto il Carnevale, la gioia di New Orleans, i suoi colori, il jazz, il blues....significa certamente gioia, esplosione di sensazioni.....come accade quando portiamo le nostre canzoni in giro.....

Quando nascono i Mardi Gras? Da una tua idea?

E' la naturale evoluzione di un discorso iniziato da molto giovane, l'idea di essere in una band che fa musica originale, fuori dai circuiti delle cover bands da me sempre viste come "wallpaper music". Poi con il passare del tempo ti accorgi che mettere assieme più teste è devastante e l'idea del duo è venuta da questo. Ora siamo una band...ed è bello essere smentiti.....

Inizialmente eravate un duo , poi la formazione si è ingrandita, si è colorata e vestita di suoni nuovi..

Esatto, ci siamo "ingrassati"...le canzoni ce lo stavano chiedendo a viva "voce", mi ricordo che dopo il nostro concerto come duo al Leoncavallo di Milano mi feci parecchie domande sul nostro viaggio e percepii nettamente la fine di un periodo per i Mardi Gras. Non so se saremmo ancora qua se non ci fossimo ingranditi. Poi i ragazzi sono arrivati in punta di piedi, molto rispettosi della nostra storia e di quello fatto fino ad allora. E' stato molto eccitante sentire le canzoni rinascere a nuova vita, da qui l'esigenza di registrare il cd con loro, e senza session men come avevamo cominciato a fare....

Noi non abbiamo mai ascoltato il vostro primo demo "The moon ep" che stato diffuso solo in Irlanda?

No..per fortuna aggiungerei !!! La registrazione era molto scarsa e fatta in fretta e furia per portarla su a Dublino....la solita idea dell'ultimo secondo che si rivela poi vincente

Pensi che prima o poi ristamperete quel lavoro?

Assolutamente no.....i brani si trovano poi in "Ballads", il nostro vero debutto....

Mentre nel 2001 è uscito questo altro lavoro fra l'altro prodotto da Daniele Macchi dello Zoo di Venere, com'è nata questa sorta di collaborazione? Come vi siete conosciuti?

Conosciuti qua a Roma grazie ad amicizie comuni, si è creata subito simpatia tra lo Zoo e i Mardi Gras, lui fu una scelta naturale quando cercavamo un produttore artistico, all' epoca il suo studio "La stanza di Venere" era un crocevia di bands romane molto valide, ricordo i Denzoe, o i Dimonoclasta...era molto stimolante conoscere altre storie, sentire nuove cose che stavano circolando per Roma, avevo la sensazione che Roma si stesse svegliando da un apatia congenita....

Poi continuate a scrivere cose nuove, a conoscere palchi nuovi e non solo romani e piano piano con la collaborazione dei nuovi elementi , più precisamente un contrabbasso e una batteria, incidete anche un nuovo album che è uscito da poco..

Esatto "drops made" che come ho detto prima è il risultato del nostro lavoro come quartetto acustico, come suoniamo in sala prove o su un palco....un quartetto live senza filtri....

Tra le cose più belle che avete fatto c'è il support act del tour italiano dei Frames, band di Dublino che è anche una delle band più amate e seguite in Irlanda, quindi ancora una volta venite accostati ad una realtà che vi sta molto a cuore. Ancora una volta torniamo a parlare di Irlanda, come se fosse un po' la vostra ispirazione e la vostra appartenenza allo stesso tempo. Allora raccontateci un po' quell'esperienza e questo profondo amore per questa terra.

I 3/4 della band hanno avuto forti legami con quella terra, legami culturali, affettivi, fu naturale per noi far circolare le nostre prime cose li, conoscendo l'energia di quella terra, i suoni, l'approccio alla musica e come la musica sia un tutt'uno con lo sviluppo del Paese, cosa che qui purtroppo non è...E' bello vedere come c'è sempre un gran bel ricambio e la scena sia sempre viva e piena di cose da dire, se penso che i miei amici che una volta erano solo buskers squattrinati ora fanno tour mondiali, chi registra con Steve Albini (i Frames), chi fa tour con i Pogues o gli Oasis (Mundy) o apre per gli U2 (Paddy Casey)....

Come vi sembra la realtà emergente romana? Pensi che in questi anni sia cambiata? Pensi si sia fatto qualche passo avanti?

Si.. sento una maggiore energia, ma Roma rimane un ambiente culturalmente pigro, devi lavorare il doppio, il triplo per far capire agli altri cosa stai facendo.....ma l'ho sempre visto come uno stimolo ulteriore, una sfida.....e piano piano....

E delle band che magari vi somigliano per genere cosa pensi? Ce ne sono in Italia?

Io ascolto tante cose, ultimamente molto rock italiano che trovo di grande spessore, come noi dici? ah non ho idea davvero.....un tempo Pinomarino qua a Roma girava con contrabbasso e batteria, ora non più, mi ricordo che fui molto contento di avere una formazione come la sua.....e lui stesso mi esortò a continuare così con quegli strumenti..per il resto non so davvero.....

Cercando di fare una valutazione complessiva ogni componente nei Mardi Gras a modo suo,anche grazie a background diversi che vi distinguono e vi uniscono allo stesso tempo, in questo equilibrio sonoro ha contribuito al risultato finale,sicuramente Six con la sua voce calda e particolare e ancora il contrabbasso e la batteria che a volte splendono di luce propria e poi naturalmente la tua mente e la tua chitarra che sono un po' il fulcro o la prima nota del gruppo. Te cosa pensi in proposito? Qual il ruolo di ognuno di voi e qual il vostro contributo anche in base al vostro passato e alle vostre precedenti esperienze?

Tutti hanno il loro apporto decisivo, io sono sempre stato il pr del gruppo, visti i miei trascorsi nell ambiente e le amicizie che via via ho instaurato, Six sempre stata l'anima musicale della band, attenta al discorso del live e di come portare i brani sul palco, molto decisa, molto meticolosa...Davide mi sta affiancando molto nel discorso booking , tour e promozione e nel cercare anche nuovi stimoli sonori per la band facendomi conoscere altre bands, Ale... sempre piu spesso è lui a proporre arrangiamenti, idee e farci uscire da problemi vari che nascono quando arrangi un nuovo pezzo.

La tua fonte di ispirazione primaria ,oltre l 'Irlanda e i suoi sapori, proprio l'istinto primario , quella scintilla che ti fa prendere la chitarra in mano e scrivere?

Un idea, una scintilla, un incontro, un flash, molti nuovi testi stanno partendo da un titolo ben preciso..cosa che prima non avveniva, mi ammattivo poi a cercarlo.......la vita direi è la piu bella ispirazione.....non mi piace scrivere di cose irreali...ma di cosa percepisco negli altri.....e in me....

Dalla copertina del cd sembrerebbe che la tue fonti di ispirazione sono queste atmosfere un po' cupe e un po' rasserenanti , un paesaggio uggioso ma anche l 'arcobaleno , oppure la luce del sereno dopo un temporale. No?

Luce e tenebre assieme....non trovo la luce molto stimolante...le ombre molto di più devo dire.....il fuori fuoco.....

Il primo singolo estratto da questo "Drops made" è stato 'Conversation,' una canzone molto emozionante a mio avviso, ma lo avete scelto voi o è diventato un singolo per il gusto del pubblico o degli addetti ai lavori?

Abbiamo fatto dei piccoli test, ma alla fine eravamo sicuri fosse quella canzone, già molto amata dalla nostra fan base..... sul cd è presente in due versioni perchè fu la prima finita dalle prime sessions di "drops made" prima dell'arrivo di davide e alessandro....

Avete suonato molto questo cd in giro, qual l'impressione che avete avuto a contatto con il pubblico? L'atmosfera che si è creata è quella che ti aspettavi?

E' bellissimo, la nostra benzina, amo stare in giro con i ragazzi.....il pubblico è attento devo dire e mi piace il silenzio e il rispetto che riceviamo quando saliamo sul palco......sarà il carisma di Six, sarà che Davide è un gran fico.....ma non sempre poi accade , lì dobbiamo essere forse noi piu forti e rubare la attenzione.....ma ogni concerto è una storia a parte e un viaggio differente...

Qual è il commento più bello che stato fatto finora alla vostra musica?

Non so davvero, è bello vedere come la gente sta reagendo a questo disco e a come eseguiamo i pezzi live, sono molto contento di come il pubblico sta reagendo ai brani nuovi che ha scritto Six. Sono al momento anche i miei preferiti da fare live...........

C'è qualcosa che vorresti o pensi si debba migliorare ancora?

Certo, suonare sempre meglio dal vivo, essere sempre piu intensi e regalare bei momenti al nostro eccezionale pubblico......

Quando porterete le vostre ballate in giro per il mondo? E naturalmente in Irlanda?

Per ora siamo in tour in Italia, Roma, Scandiano e Firenze a fine marzo... poi a Giugno faremo il grande salto e andremo a fare delle date in Irlanda, stiamo mettendo su un mini tour e siamo molto eccitati di tornare dove tutto partito...........

Grazie!

Tatiana Fabbrizio VS Fabrizio Fontanelli

 

Intervista ai Mardi Gras, Sonikmusik.com 11/2004

 

MARDI GRAS AI RAGGI X; INTERVISTA AI MARDI GRAS

Abbiamo incontrato la band e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per porre un paio di domandine. Ecco cosa ci hanno raccontato! di Loris Camozzato.

SM: Ciao Mardi Gras... Inizio subito con la domanda di rito! Com'e' nato il progetto Mardi Gras?

Six:..Precisiamo che Mardi Gras non è un progetto.Nasce invece come duo acustico e solo ora stiamo sperimentando un "quartet".Ci divertiamo , per ora funziona...Vediamo dove ci porterà questo ' viaggio' più che progetto.

Fabrizio: Hello Loris..allora tutto è' nato dopo tante esperienze qui a Roma, ho fatto parte di svariate formazioni tutte incentrate su mie composizioni originali. L'urgenza di formare delle band è nata dall'ascolto di artisti come Bob Dylan e Springsteen, grazie ai quali ho cominciato a imparare i primi accordi sulla chitarra. Poi dopo il primo viaggio a Dublino e la scoperta del rock e folk irlandese c'è stato il desiderio forte di fare qualcosa di concreto. Con i Mardi Gras si è pervenuti all'idea del duo acustico, senza fronzoli, basato molto sull'intensità e sui testi.

SM: Da Roma a Dublino la strada e' molta, com'e' nata questa particolare e felice idea di miscelare un sound acustico con l'ispirazione Irlandese nel vostro progetto?

Six:L' Irlanda è ispirazione per me e Fabrizio ed è un caso che entrambi abbiamo questo tratto in comune. L'irlanda è folk ! è vera nella sua musica --autentica-- e noi vogliamo trarne esempio per la nostra di musica;

Fabrizio: Come una volta disse Bono, "la gente irlandese e quella italiana hanno uno spirito vicino", e io mi sono sentito subito di casa a Dublino, è come se volessi voluto trasferire nei Mardi Gras la semplicità dei buskers dublinesi (i suonatori di strada), molti dei quali sono ora artisti apprezzatissimi come i Frames, Mundy e Paddy Casey.

SM: Testi in Inglese, ispirazione Irlandese, ma voi siete Italiani, mai pensato di trovare un compromesso per essere piu' apprezzati nella terra madre, magari con testi in italiano?

Six: No ! ci piace l'inglese.Ci viene naturale così, senza alcuno sforzo: perché negare la fluidità di un istinto ?

SM: A cosa vi ispirate nella scrittura dei testi?

Six:..anche alle mancanze , quindi al desiderio , alla voglia che sia !

Fabrizio: ...alla vita..

SM: Dopo aver inciso come "Ballads" e dopo numerose serate come duo acustico, com'e' cambiato l'approccio live ora come quartetto?

Six:C'è un sostegno maggiore , una completezza dei brani che rende il viaggio Mardi Gras ancora più magico !

Fabrizio: Beh, un bel cambiamento, l'ho sentito arrivare piano piano, era ora di aggiungere qualcosa senza stravolgere però l'intensità delle canzoni, anzi renderle ancora piu canzoni e penso ci stiamo riuscendo molto bene.......

Davide:Io posso dire solo questo a riguardo. la serata prima del nostro debutto come quartetto al Lettere Caffè andai a sentirli esibirsi in duo all'Alpheus. Sapevo già come suonavano le canzoni ma rimasi particolarmente colpito dalla risposta del pubblico, uno show minimale ridotto all'osso, ma la semplicità degli accordi, le melodie essenziali sembravano comunque far centro, non nego che la voce di Six scosse anche me, tornai a casa carico per la serata seguente ed entusiasta della nuova collaborazione;

Alessandro:per quanto mi riguarda non conoscevo il duo prima...sono entrato grazie a Davide che, vedendomi suonare in tanti gruppi "improvvisati" mi ha proposto di partire per questo "viaggio" insieme a Fabri e Six..ascoltato l'ep "Ballads" rimasi colpito dalla voce di Six e dalle melodie dirette ed efficaci...poi conoscendoli, il mio giudizio è totalmente cambiato. I Mardi Gras mirano alla complessa semplicità delle piccole-grandi cose... mirano al cuore...."More is less & less is more" e ciò si rispecchia nei live...Ci piace suonare assieme e credo si senta !!!!!!!

SM: Six proviene da esperienze teatrali, c'e' qualcosa in questo che influenza le vostre composizioni, e in futuro avete in previsione di coniugare musica e teatro?

Six: Chissa ?

Fabrizio: magari sarebbe fantastico.....

SM: Come vedete la scena musicale emergente Italiana, c'e' qualche artista o band da seguire particolarmente?

Six:sono da seguire tutti quelli che ci credono e si danno da fare per realizzare un sogno.

Fabrizio: Trovo la scena italiana nettamente migliorata e con artisti estremamente validi...io personalmente stimo moltissimo Marco Bellotti, Pinomarino, Paolo Benvegnu, Virginiana Miller, Zoo di Venere, The March....

Davide:Conoscendo meglio la situzione romana,mi vengono in mente 3 formazioni completamente diverse tra loro gli URBAN SOUL con il loro interessante funk elettronico, i CAPPELLO A CILINDRO che mischiano magistralmente la tradizione dei cantautori italiani ad atmosfere molto goliardiche.... poi i PAYBACK energico hard core in stile new york un consiglio però nn vi avvicinate troppo al palco......

Alessandro: Provengo da 15 anni di concerti in squats e posti molto improvvisati...nel corso degli anni ho visto nascere, crescere e morire diverse "scene"..attualmente seguo con passione la rinascita di un certo Folk (Famiglia Rossi, Folkabbestia) senza scordare di citare i grandi Acustimantico!!

SM: Vi saluto con una domanda classica: Tra le canzoni che hanno fatto la storia della musica Italiana, dimmi quale ruberesti per regalarla ai Mardi Gras...

Six:.. forse la leva calcistica della classe del 1968 "non è da 1 calcio di rigore che si giudica un giocatore un giocatore lo vedi dal coraggio dall'altruismo e dalla fantasia" -De Gregori docet.

Fabrizio :qualsiasi composizione di Battisti....

Davide:so sentire già la voce di Six reinterpretare classici quali il gioca giuè di Cecchetto o il tuca-tuca della Carrà....seriamente però posso dire che mantenendo l'attitudine oltreoceanica potremmo riprendere classici quali Battisti, Tenco e perchè no Patti Pravo....che dici Six Patti Pravo?

Alessandro:" La canzone dell'amore perduto" di De Andrè.

 

 

Intervista a Fabrizio, Campus.ie 10/2004

 

They would be worth the bus fare into town - if not quite the plane fare to Rome" (Hot Press)

Band Members

Six: vocals, acoustic guitar

Fabrizio Fontanelli: acoustic guitar

Davide Iacoangeli: double bass

Alessandro Fiori: drums

"Ho cominciato a scrivere canzoni proprio dopo il mio primo viaggio in Irlanda. Giravo a Dublino con i buskers (suonatori di strada) e il loro approccio e le loro versioni acustiche di brani di Van Morrison o dei Waterboys ebbero un forte impatto su di me" Fabrizio racconta del perchè ha poi formato a Roma un duo acustico, i Mardi Gras. "Io e Six ci siamo incontrati in uno studio di registrazione, io avevo militato in qualche band romana, ma con Six decisi fermamente di intraprendere un viaggio acustico". Da allora i Mardi Gras si sono costruiti una reputazione di duo acustico emozionante, suonando a Roma e anche in qualche festival per l'Italia.

"I Mardi Gras stanno prendendo una diversa strada musicale, ma hanno optato per un approccio da viaggiatori europei per la dominazione mondiale. Vengono da Roma, Italia ed hanno scelto Dublino come sede temporanea, questo può spiegare la scelta dei testi in inglese, piuttosto che in italiano. La lettera di presentazione dice che le canzoni sono state registrate in cinque mesi e che la band sta preparando un cd promozionale. I Mardi Gras stanno facendo delle cose interessanti e sembrano avere l’etica di lavoro di cui necessita ogni band per avere successo. Non menzionano nessuna data irlandese, ma dal suono di questo demo sarebbero meritevoli del costo del biglietto del bus per andarli a vedere in città, se non anche della tariffa aerea per Roma" (Hot Press)

I Mardi Gras sono ancora legati alla scena locale di Dublino essendo amici di persone come Glen Hansard e Mundy e dal Gennaio 2004 "Ballads" il loro primo ep è disponibile in due dei record stores più importanti di Dublino: Road Records e Freebird Records.

Dal Giugno 2004 poi i Mardi Gras sono diventati un quartetto con l'aggiunta alla line up di Davide Iacoangeli (contrabasso) e Alessandro Fiori (batteria) "Ci stiamo divertendo molto con Davide e Alessandro, siamo ancora una band acustica, ma volevamo aggiungere dei colori, e le canzoni ora hanno una nuova luce, c'è più energia, più divertimento, ma il punto focale è ancora la voce di Six e i nostri testi. La melodia e il significato delle canzoni sono Re e Regina per noi"

 

 

 

Intervista a Fabrizio, Metro 16/12/2003

 

Fabrizio è intervenuto a un dibattito sul rapporto tra prezzi dei cd e musica indipendente, a cura di Stefania Divertito. "Per noi artisti emergenti c'è la realtà delle etichette indipendenti e delle autoproduzioni.Molti hanno anche impianti in casa e così i costi possono ridursi, altrimenti sarebbe proibitivo farci conoscere".

 

 

 

Intervista a Six, Metro 18/10/2002

 

Stefania Divertito di Metro ha intervistato Six per uno speciale dedicato al rock romano al femminile. Six racconta come tutto cominciò:

"Tutto è ispirazione: gli occhi delle persone, i dolori e le gioie che dentro di me fermentano finchè non le sento urgente il bisogno di raccontarle. E so farlo in parole e musica." Six è cantante dei Mardi Gras, duo romano che si è conosciuto nella piccola sala di registrazione si Trastevere. "Io stavo provando. Avevo prenotato per un'ora. Ero di spalle alla vetrata. Fabrizio mi ha sentita cantare, ha trovato il mio numero telefonico e mi ha dato un appuntamento. Ci siamo visti in piazza Esedra. Lui ha inserito nell'autoradio una musicassetta con i suoi pezzi. Io li ho ascoltati, poi li ho interpretati e abbiamo deciso di cominciare un percorso musicale assieme"

 

 

Intervista Samigo 2001

 

Valentina Porcellana ha intervistato Six e Fabrizio al termine del tour romano Samigo:

Una voce e 2 chitarre acustiche.Non avete mai sentito l'esigenza di "allargare" la famiglia Mardi Gras?

Six:Non solo allargare i Mardi Gras, ma anche l'anima, i desideri, i traguardi. Prima o poi allargheremo il duo e magari ci ingrasseremo fino a diventare 3o 4 o 5...Un'ORCHESTRA SINFONICAAAAAAAAAA !!!!!

Fabrizio:Ce lo chiedevano in molti all'inizio, ora non ce lo chiedono più..o si sono rassegnati oppure funzionamo bene..sai quante volte Six mi dice "Fabri sai come verrebbe "Ballad of love" con un'intera band? E' un qualcosa che verrà quando sarà il momento..per ora lavoriamo molto sulle canzoni che ridotte all'osso risultano certamente più intense che con un'intera band

Siete "partiti" da Dublino. Era così importante per voi un respiro internazionale? E quanto c'è invece di "italiano" nelle vostre canzoni?

Six:D'italiano nelle nostre canzoni?? x ora poco più di niente. L'inglese viene e va da sè, è lui a decidere

Fabrizio: Esattamente..i testi arrivano nei momenti più disparati e mai in italiano..sarà perchè ascoltiamo tanta musica americana e irlandese..d'italiano vedo solo la nostra nazionalità..però sai..poi non è detto...anche se non vedo i mardi gras cantare in italiano..magari in spagnolo..ci stavamo seriamente pensando...Dublino è una città per noi molto importante, io e Six la conosciamo molto bene...confrontarsi subito con un ambiente culturalmente stimolante come quello dublinese è stato eccitante ..sai lì tutti suonano, la musica è ovunque e vista la giovane età dei suoi abitanti parecchi fanno parte di rock'n'roll bands..noi avevamo questa piccola cassettina mal registrata..però si vede che le canzoni erano valide se no non avrebbero scritto così bene di noi...sai proprio il fatto che ci sono miriadi di artisti nessuno ti regala niente..siamo molto orgogliosi di aver fatto vedere che in Italia c'è del buon rock e non solo artisti melodici d'esportazione

"Ballads" ha ricevuto critiche positive, ha vinto premi, avete portato le canzoni in tour. Voi con che spirito l'avete scritto?

Six:Scritto x soddifare una necessità, interpretato perchè la "voce" ci ha sempre creduto in quei brani!

Fabrizio:Queste sono canzoni che io scrissi un pò di tempo fa..proprio per soddisfare la necessità di rielaborare la musica che cominciai ben presto ad ascoltare, parlo di Bob Dylan, Springsteen, Waterboys..sono tutti brani scritti con una chitarra acustica da poco..ma avevo qualcosa da dire e dissi a me stesso..."Ma se Dylan scrive delle cose che prova, perchè non posso farlo io?" E tornando dal primo viaggio a Dublino scrissi di getto "Ballad of love", basata sugli unici tre accordi che sapevo fare.

Vi siete stupiti per qualche cosa che è stata particolarmente apprezzato e/o dispiaciuti per qualcosa che invece non è stato colto?

Six:Fin'ora siamo stati piuttosto apprezzati e FORTUNATI: davanti a noi c'è sempre stato qualcuno che ci credeva più di noi!! Amici o no, comunque qualcuno pronto ad ascoltarci fino alla fine.

Fabrizio:Six ha reso perfettamente la situazione.la reazione al disco e ai live shows è sempre stata ottima...e la gente torna a vederci...dobbiamo molto al nostro pubblico, abbiamo anche avuto delle persone che sono arrivate sino in Piemonte per darci calore e sostegno..il nostro primo mini tour..è qualcosa che non scorderemo mai...

Avete recentemente girato i migliori locali di Roma, la vostra città, con la tournee Samigo. Come siete stati accolti?

Six:Ogni sera prevede pubblico diverso, variabile, 100 1000 variabili, insomma c'è sempre stato modo di avere confronto e di essere stati criticati! La critica prevede crescita x chi ne sa fare tesoro, e noi, poco alla volta stiamo scalando la montagna...

Fabrizio:Un'esperienza molto formativa..tre concertidi seguito in ottimi locali (Il Locale, Alpheus e Jailbreak), credo che ce la siamo cavata bene, migliorando ogni sera..poi i ragazzi degli Interra Straniera si sono rivelati essere i perfetti compagnidi viaggio.Vogliamo decisamente fare ancora qualcosa con loro..e con Samigo..siete persone speciali..

Che cosa vedete nel vostro passato?

Six: La voglia di cantare

Fabrizio:Passione, concentrazione, meticolosità

E nel vostro futuro?

Six: La voglia di cantare

Fabrizio:Passione, concentrazione, meticolosità

Fatevi una domanda e datevi una risposta.

Six:Me ne faccio 1000 al giorno e mi rispondo altrettante volte:non trovo spesso risposte soddisfacenti, ma almeno rimane la curiosità, lo spirito di ricerca, la voglia di mettersi in discussione...(a volte troppa !!!!)

Fabrizio:Perchè la risposta è dentro di te ma è sbagliata!!!!!